Analisi delle microplastiche, un rischio per l’ambiente e la salute

Analisi delle microplastiche, un rischio per l’ambiente e la salute

La plastica è onnipresente nella nostra vita quotidiana e finisce nell’ambiente sotto forma di microplastiche o microparticelle. La plastica è diventata un grande problema per l’ambiente e la salute di tutti gli esseri viventi.

Il polietilene (PE), il polipropilene (PP), il cloruro di polivinile (PVC) e il polietilene tereftalato (PET) sono i principali tipi di plastica più comunemente presenti negli ambienti terrestri e acquatici.

La produzione mondiale di materie plastiche è di circa 300 milioni di tonnellate all’anno, di cui 13 milioni di tonnellate corrispondono alla percentuale stimata che si può trovare nei fiumi e negli oceani.

Con la sua strategia di innovazione e il suo impegno per affrontare le sfide delle questioni emergenti, Phytocontrol offre soluzioni per l’analisi delle microplastiche nell’acqua.

Cos’è una microplastica?

  • Microplastica primaria, prodotta per scopi industriali.
  • Microplastica secondaria, derivata dalla frammentazione di grandi detriti plastici derivanti da processi di degradazione fisica e chimica. Questi sono quelli che troviamo nei sistemi acquatici.


  • Quali sono i rischi?

    Le microplastiche non sono biodegradabili e si trovano nelle acque superficiali (mare, lago, fiume…), nelle acque sotterranee e nell’acqua potabile (acqua di rete, acqua in bottiglia). Gli studi hanno anche dimostrato che i sedimenti potrebbero potenzialmente contenerli.

    Come indica l’ANSES, “le microplastiche possono presentare un pericolo a causa della loro composizione, soprattutto a causa di additivi, potenziali contaminanti chimici e contaminanti biologici (batteri) che vengono a fissarsi sulla loro superficie“. Per questo motivo, le ONG stanno allertando i governi sull’uso massiccio della plastica.
    Recentemente, l’Unione Europea ha vietato molti oggetti di plastica: bastoncino cotonato, posate, cannucce… Un nuovissimo studio commissionato dal WWF sulla microplastica è stato pubblicato dall’Università di Newcastle in Australia: “No plastic in nature: Assessing plastic ingestion from nature to people” indica che una persona ingerisce 5 grammi di plastica a settimana è l’equivalente di una carta di credito in microplastica!

    Ad oggi, le microplastiche non sono regolamentate nelle acque e non rientrano nelle classificazioni REACH. Uno standard AFNOR (NF T90-600) è attualmente in fase di sviluppo per l’analisi delle microplastiche nelle acque destinate al consumo umano e nelle acque sotterranee mediante spettroscopia vibratoria (Raman e Infrarossi).


    La soluzione Phytocontrol

    Sempre all’avanguardia nell’innovazione e al vostro fianco per accompagnarvi nelle questioni emergenti, raccogliamo la sfida di seguire l’evoluzione di questo neo-contaminante con un’analisi specifica tramite spettroscopia a Infrarossi a trasformata di Fourier (FTIR).

    Hai bisogno di informazioni tecniche o di informazioni sui prezzi? Contatta il nostro servizio clienti al +39 800 909 769 o invia un’e-mail all’indirizzo: italia@phytocontrol.com

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